Quello che le guide non dicono – Volume 1

O tempo é uma superfície oblíqua e ondulante que só a memória é capaz de fazer mover e aproximar.
José de Sousa Saramago, O Evangelho segundo Jesus Cristo.

Esercizi di time-bending per combattere lo stress?

time bender – someone who doesn’t allow enough time to get somewhere 

In un paese dove la risposta “no” è troppo difficile da pronunciare e quindi si temporeggia, la gente ti risponde “ni”, ma devi imparare a leggere “no”.  Ordunque, in un paese dove per eccesso di cortesia la risposta “não” è disapprovata, l’esercizio più diffuso è il time-bending.  Letteralmente lo potremmo tradurre come l’esercizio di “piegare il tempo”, un esercizio fisicamente inconcepibile (infatti mi pare di scorgere i baffi di Einstein che fremono) ma praticamente uno sport assai diffuso in Portogallo.  L’espressione time-benders ha un significato ben preciso in ambito anglofono, dove il tempo ha un peso, un significato, e dove a causa di uno stile di vita frenetico, il tempo va piegato per fare entrare altre attività, altri impegni ed appuntamenti nelle poche 24 ore di cui sono fatti i nostri giorni. 

Ora, questo esercizio avrebbe un senso in un contesto urbano come Lisbona, Coimbra, Porto e invece dove viene praticato regolarmente?  Laddove meno uno se lo aspetta: nel vasto centro del paese, dove la frenesia non esiste e neppure la puntualità, dove lo stress è dovuto non all’iperattività, ma all’esistenza dei time-benders, i piega-tempo che non piegano il loro di tempo, ma fanno perdere tempo, ti obbligano a perdere il tuo di tempo.

Quindi, sì, il vasto centro del Portogallo è un luogo stressogeno, altamente stressogeno e se uno ha dei problemi cardiaci o semplicemente cerca la serenità, non è luogo adatto ad una residenza (neppure non-abituale).  Lo so, non si direbbe a giudicare dal paesaggio, ma è così, perché quello che le foto patinate, i video in HD e le guide disattente non dicono è che bisogna fare i conti con la presenza umana, questa sì, inesauribile fonte di stress!