Come si vive in Portogallo? Annali portoghesi, A.D. 2019.

A come anonimato

una cosa che sorprende è l’assenza del nome sui campanelli di condomini e  case.  Se cercate qualcuno assicuratevi di sapere esattamente a che piano abita e se l’appartamento è a destra (D) o a sinistra (E) o se c’è un interno.  Non troverete alcun nome ad aiutarvi.  Siete avvisati.

B come burocrazia

Ennio Flaiano fu lapidario e ironico su questa patologia, lo citiamo in portoghese: “Apresentam-lhe o projecto para a agilização da burocracia. Agradece calorosamente. Lamenta a ausência do módulo H. Conclui que passará o projecto à repartição competente, que está a criar, para um exame cuidadoso.”

Ci viene da pensare che trattandosi di un male comune (e pernicioso) ad entrambi i paesi, la citazione sia stata tradotta in portoghese, come dire “mal comune, mezzo gaudio”. Ma che cos’è questa burocrazia se non il palleggio su muri di gomma?  Vai all’ufficio preposto e ti dicono che sì, certo, ci sono tre funzionari addetti, ma no, oggi nessuno è disponibile.  Posso fissare un appuntamento? Noooo, può compilare questo modulo di richiesta e sarà ricontattata via email o al cellulare.  L’attesa si protrae “um bocadinho” (unità di misura temporale elastica: va dai 5 minuti fino al mese, e oltre): silenzio dopo 15 giorni.

Ma non dovrei poter fissare un appuntamento direttamente via email?  Ma quando mai, signori miei, ci mancherebbe che rispondessimo anche alle email tra un caffè e l’altro… (cose di questo mondo…)

blur business coffee commerce

Mah, finiamo con Padre António Vieira, tanto per sottolineare che questa calamità è insita nella cultura almeno dal Seicento “Em nenhuma parte tanto como em Portugal se gasta tanto papel, ou se gasta tanto em papéis.”  Non ci resta che… pregare.

C come comunicazione

Già il nostro Saramago (diciamo nostro perché è universale, e quindi anche nostro) aveva notato una certa propensione della comunicazione a distillarsi, a ridursi sempre di più, “a tendência para o monossílabo como forma de comunicação”.  Ecco, dopo il monosillabo lui prevedeva una discesa verso il grugnito, e in questo si è ingannato: la quintessenza della comunicazione in queste latitudini è il silenzio o, in alternativa, la risposta estemporanea.  Abbiamo prove di comunicazione efficace e soprendentemente veloce e ci sentiamo parte degli eletti ogni volta che questo accade.
Tuttavia, stiamo parlando di comunicazione formale, aziendale: è normale prassi, quando una risposta non è disponibile, avvisare l’interlocutore che ci stiamo “attivando” per poter rispondere al quesito, alla richiesta, ma che per il momento non siamo in grado di farlo.  E’ un modo efficace per tenere viva l’attenzione e aperta la comunicazione: non qui.

In un universo virtuale parallelo email prive di risposta navigano come surfisti, un attimo sulla cresta dell’onda, l’attimo dopo sommerse e scomparse alla vista… approdano, certo che approdano, ma chissà dove.

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

D come disorganizzazione

“[…] tenho medo dessa desorganização profunda”: è ancora José de Sousa Saramago.  Diciamo che si tratta di una diversa organizzazione, molto diversa e poco efficace.  Averne paura è lecito soprattutto se il tempo a disposizione è breve e ci affanniamo a terminare una pratica, o ad ottenere un documento.  Si dice che l’antagonista della disorganizzazione, la parola “produttività”, pur presente nel dizionario Priberam da Língua Portuguesa, sia rimasta prigioniera del dizionario stesso e non sia mai riuscita a liberarsi per entrare a far parte della realtà.

Cercasi volontari per liberarla e restituirla alla vita reale.
Non dubitiamo che la disorganizzazione ne uscirà sconfitta.

business identity blank stationery set on wood background

Per ora ci fermiamo alla lettera D.