OTTO OTTOBRE DUEMILADICIOTTO

A Coimbra al Convento de São Francisco, da due giorni è in corso il Congresso Internazionale «José Saramago: 20 Anos com o Prémio Nobel» che è stata l’occasione per (ri)fare il punto su questo genio sovversivo della letteratura contemporanea e annunciare la pubblicazione di un inedito, Último Caderno de Lanzarote, che sarà presentato alla Fiera del Libro di Francoforte.   L’ultimo quaderno è del 1998 e l’anteprima è prevista a Lisbona alla Biblioteca Nacional de Portugal (Campo Grande) tra due giorni.

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Ieri in biblioteca ho letto una delle sue frasi lapidarie che arrivano sempre al cuore delle cose, che toccano senza spezzare ma ti regalano una nuova consapevolezza,
dice così: “entra-ce na velhice quando se tem a impressão de ocupar cada vez menos lugar no mundo. Vamos aos “sítios” e percebemos que já são de outros. Então não há outro remédio que voltar ao trabalho que é, se calhar, o único “sítio” a que de verdade podemos chamar nosso.”

Aveva scoperto la scrittura come luogo dove stare al mondo, come ragione di stare al mondo quando il mondo si riduce sempre di più con l’avanzare dell’età.
Saramago è sempre così lucido e, come tutti i chirurghi della penna, è spesso spietato. Quelle lettere dei Quaderni di Lanzarote, migliaia di lettere scritte negli anni di autoesilio a Tias, sono la zattera di parole che gli permetteva di restare in contatto con il continente, con amici e colleghi e con questa sua terra.

In effetti, qui nel Ribatejo agricolo, a qualche chilometro da Santarém, si trova Azinhaga, il villaggio dove è venuto al mondo e dove si può visitare la sua casa-museo.

Scrive Wikipedia “É a terra que viu nascer o Nobel da Literatura, José Saramago. O melhor guia para conhecer a aldeia é o livro As Pequenas Memórias,
descrição simples e comovente de um tempo e de um lugar que se perderam.”

Vero, ma l’argilla del Tago ha conservato lo stesso colore, gli ulivi continuano a punteggiare il paesaggio e il vento e lo sciabordio dell’acqua fanno da sfondo ai pensieri.

Piccole, piccolissime memorie.

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