Come si vive in Portogallo da espatriati… Quando Francesca ci ha intervistati.

Tratto da Expat.com Il Magazine – la comunità degli espatriati.

[…] Quali differenze sostanziali avete potuto riscontrare tra lo stile di vita portoghese e quello italiano?

P. Poche.  Fatico a vedere delle differenze, se non la calma, l’aria pura e il senso di sicurezza che vivo ora.  Lo stile di vita non è molto diverso.  Ecco, forse qualche volta ho l’impressione di tornare alla mia infanzia perché nella piccola comunità ci conosciamo tutti, ci frequentiamo e ci diamo una mano a vicenda.
Per il resto lo stile di vita portoghese è europeo: mi sento a casa qui come in Austria o in Danimarca.

G. Anch’io ho spesso l’impressione di fare un viaggio nel passato, nell’Italia degli anni ’70, quando la vita era un po’ più semplice, quando si facevano i pic-nic e le grigliate all’aperto, ci si accomodava nei bar su sedie intrecciate da fili di gomma e la scelta di bibite e gelati non era infinita. Qui, come all’epoca in Italia, decine di bimbi giocano a pallone per strada, nei campetti e nei cortili delle scuole, corrono, urlano e si divertono all’aria aperta.
A proposito, ecco una differenza sostanziale con lo stile di vita italiano: i portoghesi, qui, fanno tanti bambini.

Quanto vi costa al mese vivere in Portogallo?

P.+G. Circa 1.500 Euro senza affitto o mutuo.
Facciamo una vita normale e non abbiamo modificato le nostre abitudini.  Certamente lo scontrino della spesa è parecchio più leggero di quello italiano; invece, troviamo che la spesa per elettricità, acqua e carburanti non differisca molto dall’Italia.

Com’è una vostra giornata tipo?

P. Dipende dall’impegno di lavoro: se traduco mi trasferisco in tuta a lavorare in terrazza, se insegno devo andare a scuola e quindi affrontare… un’autostrada semivuota.
Durante la settimana cerchiamo di incontrare anche i nostri amici italiani, inglesi e portoghesi.  La domenica, se non ci sono impegni di lavoro, si va… in esplorazione.

G. Sveglia (7.00), colazione, pulizia personale e vestizione. Poi in ufficio o appuntamenti con i clienti, usando spesso l’automobile anche se per percorsi di pochi chilometri.
Pranzo quando e come capita, e rientro molto variabile (17.00, 18.00, 21.00), insomma dipende.  Qui si inizia a lavorare più tardi e si finisce più tardi.

Siete riusciti ad integrarvi nella comunità locale?

P.+G. Sì.  E non è stato neanche difficile grazie alle feste della comunità (ma quanto sono festaioli!) e alla naturale affabilità dei portoghesi.
La comunità è molto informale, curiosa e disponibile. Verrrrry easy-going!  Però è una comunità composita: i nostri amici sono residenti portoghesi, residenti tedeschi e inglesi, semi-residenti del week-end lungo da Lisbona e altre città europee che hanno una casa delle vacanze qui; l’atmosfera è vivace e stimolante.

Lago di Albufeira do Castelo de Bode e paesaggio

Parlate portoghese e dove/come l’avete imparato?

P.+G.  Lo stiamo imparando da diverso tempo, studiando, frequentando le lezioni per stranieri e soprattutto parlandolo.  Accenti particolari ci sono un po’ ostici, ma la comunicazione non è un  problema.

L’idea che vi eravate fatta di questo Paese prima di trasferivi si è modificata dopo che avete iniziato a viverci e se sì, perché?

P.+G. No. Onestamente l’idea che ci eravamo fatti è stata confermata. Quello che cercavamo l’abbiamo trovato e adesso siamo a casa.

P. Aggiungerei una cosa, il livello del servizio sanitario è superiore alle mie aspettative e mi ha stupito il fatto che alcuni medici portoghesi ci abbiano confermato di aver studiato su testi italiani, e quindi con loro parliamo in italiano.

Cosa ne pensate del livello di sicurezza personale a Tomar?

P.+G. Ottimo e spieghiamo anche perché: la città e i dintorni sono costantemente pattugliati dalla Guardia Nazionale Repubblicana, la GNR, e dalla polizia.
Le comunità straniere sono europee e ben inserite. La densità abitativa è molto bassa (qui dove viviamo, siamo in 31 abitanti/kmq) e qualsiasi anomalia viene immediatamente comunicata alla comunità e, se necessario, all’autorità pubblica.
Il reato più grave di cui abbiamo avuto finora notizia è il furto di una motosega.

Castello di Almourol

Quali sono le caratteristiche climatiche della zona dove vivete?

In generale, il clima è secco, ventilato, con giornate di sole e temperature variabili dai 30 ai 35°C in estate, che di notte scendono a 16-18°C, e quindi si dorme con un piumino leggero.  Di giorno può fare molto caldo ma non esiste l’afa, mai.
Lo scorso anno l’estate si è protratta fino a novembre, però poi c’è stato un inverno anomalo, piovoso e ventoso fino a maggio.  In inverno la temperatura diurna si aggira sui 10-12°C e quella notturna sui 4-6°C, quindi i nostri agrumi non patiscono mai.

Se doveste fare un elenco di cose che assolutamente vanno fatte/viste in Portogallo, cosa consigliereste?

P.+G. Le cose da vedere sono moltissime e noi stessi continuiamo a scoprirne di nuove. Ognuno troverà il suo Portogallo se avrà la curiosità di uscire dai soliti percorsi e con calma esplorare questo splendido angolo d’Europa.
Ci limitiamo alla nostra zona e per ora consiglieremmo: un caffè al tramonto sull’isola del Muchão a Tomar, un pranzo a “A Sardinha” di Peniche, un giro in libreria nella “Livraria de Santiago” a Óbidos, un gelato a Nazaré e una degustazione di vini del Ribatejo con petiscos alla “Loja das Tradições” a Santarém, una passeggiata sulla spiaggia di Paredes da Vitória e una nel giardino botanico di Coimbra.
Per quanto riguarda musei, castelli, monasteri, conventi, chiese, basiliche e i tanti altri monumenti e borghi medievali qualsiasi guida turistica può bastare.

Che suggerimenti potete dare ai futuri espatriati per rendere più gestibile e piacevole il trasferimento?

P.+G. La cosa più importante è essere davvero decisi, determinati ma soprattutto restare conquistati dal luogo in cui si è deciso di vivere.
Una visita non è sufficiente, consigliamo di tornare 2, 3, 4 volte, conoscere i portoghesi, visitare non solo le spiagge e i musei ma anche i poliambulatori e gli ospedali, le scuole e le università prima di decidere.  Noi abbiamo fatto così. Poi è necessario informarsi bene e attraverso tutti i canali possibili su leggi, norme, tradizioni e cultura del Portogallo, consultando siti portoghesi e seguendo giornali e Tv online.  Ovviamente, iniziare a studiare la lingua prima del trasferimento è fondamentale.
Per il trasloco non consigliamo di seguire la politica del minor costo, conviene pianificare tutto con anticipo e affidarsi a professionisti.

La vita all’estero vi ha cambiati? Sotto che punti di vista?

P. No, non sono cambiata, se non per la sensazione di essere un po’ più forte e paziente.  Però qualsiasi trasferimento ti obbliga a imparare molto in breve tempo; se non si ha voglia di imparare è meglio non affrontare la sfida.  Io, per esempio ho imparato che il tempo è un concetto veramente relativo.

G. Sì, il trasferimento mi ha cambiato in meglio, rendendomi più deciso e consapevole del fatto che la vita è davvero una sfida continua da affrontare con coraggio e fiducia, imparando a godersi il presente. Ecco, stiamo imparando…

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