Pt? Proverbi & tradizioni – Portoghese e portoghesi

Agosto – Em Agosto toda a fruta tem seu gosto.
O Verdadeiro Almanaque BORDA D’ÁGUA – Repertório útil a toda a gente, Editorial Minerva

La saggezza popolare si nutre di questo, la cultura e l’identità si arricchiscono di questo: proverbi e tradizioni, ma dove trovarli?  Forse esplorando i margini dei contesti urbani, spingendosi nel “Portugal rural”, quello non troppo cosmopolita e “touristy”, nel “país dentro do país” ancora legato all’agricoltura, all’allevamento, all’artigianato.  Nelle piccole cittadine dove si incrociano lingue diverse ma ci si conosce per nome, dove la piazza non è ancora stata sostituita dal centro commerciale, dove il parco è semideserto negli assolati pomeriggi domenicali per osservanza del riposo post-prandiale, dove il bagno lo si fa nel lago o nel fiume e non al mare, ecco lì si scopre quello che i Portoghesi riservati custodiscono gelosamente: le tradizioni.

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Fado e azulejos? Non solo. Questo artigianato sta facendo del Made in Portugal un orgoglio per i portoghesi, con i suoi tessuti e le calzature, le ceramiche e le maioliche, i merletti e la filigrana d’oro.  I laboratori artigiani si aprono al design, al gioco delle cromie e alla sperimentazione con nuovi materiali rigorosamente portoghesi.

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Feste e fiere abbondano tutto l’anno: dalla settimana del festival del cioccolato di Óbidos, alla Feira Nacional de Artesanato e Tasquinhas de Pombal, passando per le feste di Santo António (di Padova e Lisboa) e São João e di São Martinho che, a novembre, segna la fine dei lavori agricoli.
Talvolta le fiere trascendono la dimensione popolare per diventare eventi a livello nazionale, come la Feira de São Mateus, in corso a Viseu, che unisce artigianato e musica e attira migliaia di visitatori da tutto il paese.  Un’occasione per scoprire anche una delle passioni portoghesi, proprio la musica, da quella tradizionale che vede la fisarmonica, la “guitarra portuguésa” e le filarmoniche protagoniste, ai gruppi ormai classici del rock come i Xutos & Pontapés, che quest’anno chiuderanno proprio la Feira con un concerto il 15 settembre.

Invece, alla festa di São Martinho non ci sono chioschi, lo street food è quello che esce dalle cucine e si condivide sul tavolo che per l’occasione è stato spostato in strada, all’ombra della cappella secolare.  Questo è lo street food “mais saboroso” perché condito da chiacchiere, risate, castagne e vinho novo.  Al portoghese si mescola un po’ di inglese, un po’ d’italiano e un “guten Abend, meine Freunde, até logo” con cui Angelika si accomiata.

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Qui l’anno è scandito dai proverbi del “Borda d’Água”, l’almanacco agricolo-astronomico-religioso che ogni contadino tiene a portata di mano, ma lentamente stanno penetrando nuove colture.  Sì, perché gli scambi, oltre che culturali, sono colturali: finocchi e radicchio in cambio di “couve e pimentas”, però se è vero che il cibo è cultura anche questo ci fa ricchi.  Chiaro, per avere maggiore varietà c’è sempre il mercado municipal: ogni cittadina ne ha uno e nei centri più grandi è aperto tutti i giorni.  E’ la nostra catena dello slow food: M&M, Mercado Municipal, dove il finger food è a base di  pasteis de bacalhau, e i salgadinhos sono pronti al banco, da gustare con mini Sagres.

E’ un paese lento e rilassato questo, dove il vento ti scompiglia le idee, quattro amici al bar li trovi a chiacchierare seduti davanti al bar anche quando il bar è chiuso, le cose cambiano piano, ma chi ha fretta corra pure avanti.

Nós ficamos aqui.

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– Com’è che dice quel proverbio?
– Quale proverbio?
– Quello che mi diceva Dona Júlia l’altra sera… ah, sì, “devagar se vai ao longe”.