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“A união faz a força”

Per tutti i Portoghesi Aljubarrota e Batalha sono due nomi fondamentali nell’immaginario collettivo nazionale, due cardini del loro orgoglio nazionale e del loro senso di appartenenza alla comunità lusitana.  Queste due cittadine sono strettamente legate e le vicende che vi si svolsero segnano per molti aspetti la fine del Medioevo portoghese, ponendo termine ai tentativi di dominazione straniera e, per contro, creando le condizioni politiche che avrebbero permesso l’avvio e l’edificazione dell’impero portoghese dell’Età Moderna.  Tra il 1379 e 1411 il regno del Portogallo fu teatro di una avvincente e molto complicata saga dinastica che coinvolse diverse famiglie nobili di Lusitania, Castiglia e anche d’Inghilterra. Tra il 1379  e  il 1411, con l’accordo di pace tra il re Giovanni I e il reggente del regno di Castiglia Ferdinando, la parte centro-occidentale della penisola iberica fu interessata da una serie continua di alleanze e voltafaccia, giuramenti e tradimenti, guerre, combattimenti e battaglie.
Di questo periodo restano scolpiti nella memoria portoghese i nomi del re Giovanni I (Giovanni d’Aviz), della città di Aljubarrota e della cittadina di Batalha.  Tra il 14 e il 15 agosto 1385, le truppe del re Giovanni, con l’appoggio di qualche migliaio di arcieri inglesi, si dislocarono attorno ad Aljubarrota e affrontarono in battaglia le più numerose e meglio equipaggiate truppe di Giovanni I di Castiglia, coadiuvate da un reparto della cavalleria pesante francese (più o meno le “panzer divisionen” dell’epoca).  L’ armata franco-castigliana cadde in trappola tra le alture di Aljubarrota, fu pesantemente sconfitta e, di conseguenza, Giovanni di Aviz divenne il legittimo re del Portogallo, col nome di Giovanni I.
Prima della battaglia, Giovanni d’Aviz aveva fatto una promessa, un voto alla Vergine Maria: promise che, qualora avesse vinto avrebbe edificato un monastero in suo onore.
Giovanni I mantenne la promessa e già nel 1486 avviò la costruzione del monastero a Batalha, il luogo vero e proprio della battaglia di Aljubarrota. Qualche anno dopo arrivarono alcuni frati domenicani. La costruzione dello splendido monastero, nella cui realizzazione furono coinvolti diversi architetti per diversi decenni, terminò circa 130 anni dopo e comportò l’impiego di ingenti capitali e molte altre risorse.  Tra il XIV e XVI secolo, lo sappiamo bene, avvennero cambiamenti incredibili in tutti i settori dell’attività umana, così importanti da giustificare il passaggio dal Medioevo all’Età moderna. Anche il monastero di Batalha sembra ricordarlo: iniziato con lo stile gotico, si vide compiuto in stile manuelino.

MosteiroBatalhaBySivanAskayo

Oggi possiamo dire che l’opera voluta da Giovanni I fu davvero un investimento di lunga durata: dal 1983 il monastero di Batalha o, per meglio dire, “o convento da Maria da vitoria”, fa parte del “patrimonio dell’umanità”, protetto dall’UNESCO e ogni anno migliaia e migliaia di turisti e visitatori acquistano il biglietto per visitarlo.  Grazie ad esso anche la piccolissima Batalha sta partecipando alla crescita del turismo e del PIL portoghese.

A testimoniare l’importanza di Aljubarrota e di Batalha nel cuore della nazione portoghese, nella sala caiptolare del monastero di Batalha riposa da quasi 100 anni il milite ignoto.
Oltre al 1385 e alla battaglia di Aljubarrota, l’epoca qui evocata fu un punto chiave anche nello sviluppo dell’amicizia tra Portogallo e Inghilterra: nel 1386 fu siglato il Trattato di Windsor e nel 1387 i due regni cementarono la loro amicizia con il matrimonio tra Giovanni I del Portogallo e Filippa di Lancaster.
E’ il caso di dire che un’amicizia secolare lega i due paesi.
Photo credits: Turismo do Centro.

 

 

 

 

 

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