SANTAREM scrigno del gotico portoghese

“Il Sud conserva le pietre, i frammenti, le visioni del mondo.”  Joseph Roth, Le città bianche

Una città divisa in due, tra il centro alto e la città bassa lungo il Tago (dove sorge anche l’incantevole stazione ferroviaria). Da un lato la collina, dall’altra il fiume.  Luogo emblematico di questa duplicità è il Jardim das Portas do Sol che dall’alto delle antiche mura che cingevano la città offre una vista aperta sul Tago sottostante sul ponte Dom Luis e sui campi che si estendono lungo il fiume.

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Ma Santarem è due, tre, tante città in una: la Scallabis romana della fondazione; il Presidium Julium successivo, la Sancta Irene (o Iria) dei Visigoti, la Shantarin dell’occupazione mussulmana fino alla Santarém “sempre nobile e leale” dopo la riconquista portoghese. Questa è una città bianca, assolata, sinuosa e sensuale che lungo le vie del centro storico racconta tante storie a chi sa ascoltare. Joseph Roth riconoscerebbe di essere capitato in “un secolo straniero” in questo centro storico che è il più esteso nucleo antico del Portogallo.

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L’importanza della città, residenza reale e capitale del regno sotto la corona di D. Afonso IV (XIV sec.) è documentata da numerosi monumenti religiosi e laici, dai sedici conventi e monasteri, oltre quaranta tra cappelle, palazzi e manieri.

Porta di accesso al nucleo storico è la Praça Sá da Bandeira, la piazza che ospita il complesso della Cattedrale e il museo diocesano di Santarem. Ma prima di visitare entrambi conviene fare una chiacchierata con il Sr. Fernando della Loja das Tradições, che della storia e delle leggende di Santarem è un fine conoscitore.

Ogni paese ha una coppia di sfortunati amanti: per il Portogallo si tratta di Dom Pedro I e della sua amante Inês de Castro, fatta assassinare dal suocero e resa regina del Portogallo dopo la morte da Dom Pedro I. Ebbene, il palazzo di fronte alla Cattedrale ospita una finestra in fine stile manuelino che sovrasta la Loja das Tradiçoes.OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Secondo la leggenda che amabilmente il Sr. Ferdinando ci ha riferito, proprio da quella finestra Dom Pedro I ottenne vendetta per la morte dell’amata e da lì assistette all’esecuzione dei due sicari.  Leggenda o verità che sia, la vicenda fa tingere di rosso la tranquilla e candida piazza dove i caffè e la pastelaria invitano ad una sosta negli angoli ombrosi.

Più che altrove, a Santarem conviene perdersi tra le stradine del centro, lasciarsi guidare dai profumi, dai colori degli azuleios che ricoprono le facciate dei palazzi e dal tranquillo torpore delle sue piazzette.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUna di queste ospita la statua del navigatore che per primo arrivò in Brasile, Pedro Alvarez Cabral, dove si affaccia la Igreja de Nossa Senhora da Graça che di Cabral ospita la tomba.  Lo stile del portale e del rosone sono un tipico esempio del raffinato gotico fiammeggiante che trionfò nella prima metà del XV secolo a Batalha.  Sempre nello stesso stile è la fonte das Figueiras, o Chafariz das Figueiras, addossata alle antiche mura che difendevano la città.  La fonte è un raro esempio di costruzione civile risalente al XIII-XIV secolo, giunta ben conservata fino ad oggi.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Non meno emblematica di un altro stile, il Manuelino, è la Igreja de Nossa Senhora de Marvila, meglio nota come la “cattedrale dell’azulejo” del Portogallo per il rivestimento seicentesco in maioliche la cui ricca cromia contrasta con gli esterni semplici e rigorosi.

La frescura del chiostro dell’antico convento di San Francesco d’Assisi ritempra il viaggiatore e le sue pietre lo riportano ancora più indietro nel tempo, al gotico delle origini. Nel Jardim da Republica, antistante il convento, ci si può rilassare per un caffè o decidere di visitare il Mercado Municipal proprio a due passi dal giardino. OLYMPUS DIGITAL CAMERADi fattura rinascimentale è invece la Igreja da Misericordia, che sorprende per la posizione un po’ insolita, in margine alla rua primeiro de Dezembro, e per i marmi policromi degli interni.
Santarem è una città da scoprire con calma, i suoi tesori richiedono tempo per essere esplorati, così come la sua gastronomia che offre sapori antichi o rivisitati in chiave moderna. Se optate per la cucina portoghese più classica Otavio vi darà il benvenuto alla Taberna & Mercearia Sebastião in pieno centro.

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